giovedì 11 ottobre 2012

Come è cambiato (in peggio) il nostro Comune. Riflessioni sulla teoria del "Basiliano cresce..." PARTE 1

Il centro storico di Basiliano ha subito negli anni una preoccupante involuzione. Un tempo cuore della vita sociale ed economica del Comune ed ora desolante parcheggio. Le immagini producono sentimenti di tristezza e desolazione ma, per non limitarsi a constatare amaramente un dato di fatto bensì cercare una soluzione al problema, è innanzitutto necessario fare un passo indietro e capire cosa o chi ci ha portati a questo punto. L'intento è quindi quello di dedicare alcuni post all'analisi dei processi "degenerativi", identificare il momento in cui è iniziata la discesa e, sulla base di tali informazioni, proporre soluzioni, anche piccole, che stimolino la rinascita.

Partiamo da un dato di fatto. Questa è la piazza di Basiliano...



 Questo il Bar Cooperativa, attualmente chiuso...



Dietro il campanile...


Lato Municipio, dove una volta c'era il Bar Osteria Renzulli...


E' importante che questo lavoro parta ponendosi un obiettivo positivo e propositivo. Per questa ragione chi ha occasione di trovare immagini, documenti, testimonianze può inviarle a listaprogetto@gmail.com o a marco.delnegro@live.it.


La precarietà dei conti pubblici

Tre variazioni di fondi e la salvaguardia degli equilibri di bilancio hanno evidenziato nuovamente la precarietà della situazione finanziaria del Comune di Basiliano e l’incapacità dell’ attuale maggioranza di farvi fronte con scelte mirate.Il debito accumulato in passato pesa notevolmente sulla gestione corrente e le risorse faticano a sostenere l’esistente. Fa male notare come si vendano terreni e suolo vergine per sostenere con la tassa Bucalossi spese ripetitive, come i risparmi nella raccolta differenziata non vengano restituiti ai cittadini o impegnati in ambito ambientale e come dell’avanzo 2011 pari a euro 189 mila circa rimangano disponibili solo euro 13 mila.Sarebbe forse meglio diminuire le spese per incarichi professionali inutili, le indennità della direzione generale, il numero degli assessori e contemporaneamente avviare quelle politiche di razionalizzazione delle strutture (in particolare quelle scolastiche per cui ci siamo battuti sin da subito) che colpevolmente non sono state programmate nel passato e che ora avrebbero consentito recuperi di spesa a beneficio non solo delle casse comunali, ma dell’intera comunità.
Del Negro - Donato - Venir

lunedì 8 ottobre 2012

Basiliano cresce....ma i servizi calano

Prendo spunto da un recente articolo del Messaggero Veneto per alcune considerazione in merito alla valorizzazione dei centri storici mediante il rifacimento delle piazze. La volontà di abbellire un borgo e renderlo funzionale alle esigenze della popolazione che lo abita, o di quanti vogliano investire capitali, è certamente uno dei doveri di un buon amministratore. Non sempre tuttavia sono gli interventi urbanistici e edilizi a favorire una migliore vivibilità di un paese o incentivare l'insediamento di attività commerciali. La stessa maggioranza che ora intenderebbe spendere (o far spendere ad Enti superiori) la bellezza di 600mila euro per la piazza di Variano è la stessa che ha amministrato Basiliano negli ultimi decenni; la stessa che han permesso che nelle diverse frazioni del Comune, e soprattutto nel capoluogo, le varie imprese commerciali ed artigianali si spegnessero o deperissero causa il trascorrere del tempo (e l'invecchiare dei proprietari) e l'accresciuta concorrenza (non pareggiabile in competitività). Sarebbe interessante censire le attività che hanno chiuso i battenti negli ultimi anni, valutare quante, di quelle rimaste, possano resistere per almeno altri 5 anni e ipotizzare quanti nuovi investitori possano trovare interessante Basiliano. Temo che nessuno dei nostri amministratori di maggioranza lo abbia mai fatto. La Giunta, quando ragiona di cemento e mattoni, perde ogni capacità di ampliare la visuale delle sue scelte strategiche oltre il mero limite spaziale dell'intervento in questione. Non vi è la capacità di cogliere i mutamenti della società, se non rapportandoli alla logica del Basiliano cresce. Basiliano è cresciuto a tal punto che le sensibilità di chi lo ha amministrato non sono riuscite a tenere il passo. Al punto che a fronte di nuovi residenti, l'offerta, in termini di servizi, invece che aumentare proporzionalmente, è diminuita.
Della crisi hanno scritto e parlato in tantissimi. A Basiliano, il fenomeno recessivo ha origini molto più lontane. Ad un'analisi della sola zona centrale del capoluogo, prendendo in considerazione le attività economiche che si affacciano sulla piazza o sulle vie del centro, si possono cogliere dei particolari interessanti, che forse i nostri amministratori non riescono a rilevare. Tralasciando il notevole e generalizzato calo nei consumi, si può tuttavia affermare che Basiliano manca in assoluto di capacità attrattiva di investimenti privati nel settore del piccolo artigianato, nel commercio e nel settore delle attività professionali (ad esclusione di quelle tecniche, in prevalenza collegate all'edilizia). Se togliessimo banche, uffici assicurativi, e studi professionali, il solo centro storico perderebbe buona parte degli insediamenti "business". Le ragioni sono molteplici: scarsa progettualità urbanistica negli anni passati, scarsa propensione a considerare la vitalità del paese come un fattore di ricchezza, mentalità orientata al piccolo interesse speculativo. Restringendo la visuale, allo stato attuale, ci troviamo in una situazione in cui non vi è alcuna possibilità che i locali prospicienti la piazza possano ospitare nuovi insediamenti, ad eccezione di locali di rappresentanza o piccoli uffici. Negli ultimi mesi, il bar cooperativa ha lasciato chiuse le sue serrande, e non è possibile prevedere quando possa riaprire, mentre i locali soprastanti si sono svuotati della presenza dell'estetista, per fortuna semplicemente trasferitasi. Delle restanti attività, bar, alimentari, macelleria e panificio, hanno saputo rinnovarsi recentemente ma pagano la scarsa predisposizione del centro di Basiliano ad attirare avventori dall'esterno. A questo sommiamo una programmazione urbanistica che ha scelto di favorire la residenzialità in due aree da cui l'accesso al centro è ostacolato dalla strozzatura di via 3 novembre, a nord, e della ferrovia a sud. Queste problematiche sono certamente conosciute dal Sindaco e dalla sua maggioranza (che per inciso è la stessa che certi problemi ha contribuito a produrre). In diverse occasioni abbiamo sentito, ad esempio, Sindaco ed assessori impegnarsi formalmente per dar soluzione all'annosa questione degli immobili posti alle spalle del campanile, piuttosto che promettere i sensi unici, invocati per dar la possibilità a quanti abitino in Borg Cuarnet di accedere alla piazza in piena sicurezza.
Chiaramente nulla è stato fatto. Né da questo Sindaco, né dal precedente. O meglio, qualcosa si. Un bel centro commerciale semi deserto che, nonostante i proclami dell'epoca, non ha portato tutta l'offerta di lavoro prevista.

lunedì 1 ottobre 2012

Interpellanza in Consiglio Comunale sullo spargimento di pollina a Blessano - 27.09.2012

 
INTERPELLANZA DEL GRUPPO LISTA PROGETTO
 
 
Spettabile
Sig. Sindaco
Comune di Basiliano
 
 
Basiliano, 18.09.2012
 
Oggetto: Interpellanza in merito alla segnalazione, effettuata dal Cordicom Fvg, di spargimento di pollina nelle campagne di Blessano
 
In data 30.08.12, il sottoscritto Marco Del Negro, Consigliere comunale del Comune di Basiliano, a nome del gruppo Lista Progetto, ha ricevuto comunicazione della segnalazione inoltrata dal Cordicom Fvg al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri e, per conoscenza, al sig. Sindaco del Comune di Basiliano, in merito allo spargimento di escrementi prodotti dall'allevamento di pollame (pollina) nelle campagne di Blessano. Gli scriventi evidenziano alcuni aspetti che, a loro modo di vedere, potrebbero integrare gli estremi di un reato ambientale o, in ogni caso, di una violazione della normativa di derivazione comunitaria in materia di spargimento dei reflui zootecnici (direttiva nitrati). Essi infatti ipotizzano che da tale prassi agricola possano derivare danni di inquinamento della falda.
Ai sensi dell'art. 43 del D. Lgs. 267/00, dell'art. 21 dello Statuto comunale e dell'art. 21 del Regolamento del Consiglio comunale, sulla base delle considerazioni premesse,  
  • ricordando come simili situazioni siano già state poste all'attenzione della Giunta Comunale negli anni passati;
  • richiamando l'art. 31 del Regolamento comunale di polizia rurale secondo il quale: "Ciascun proprietario può usare i suoi beni per quelle culture […] che riterrà più utili, purché la sua attività non costituisca pericolo o incomodo per i vicini […]. Quando si renda necessario per tutelare la quiete e la sicurezza pubblica, il Sindaco avrà facoltà di imporre con ordinanze, opportune modalità e i limiti negli allevamenti del bestiame e nelle culture e di ordinare in caso di inadempienza la cessazione dell'attività secondo le modalità previste nel presente regolamento";
  • ritenendo che, senza entrare nel merito delle considerazioni svolte dal Cordicom Fvg, per quanto concerne l'ipotesi di danno ambientale, vi sia tuttavia la violazione del diritto di ogni cittadino a poter respirare un'aria salubre,
INTERPELLA IL SINDACO PER SAPERE
  • quale sia il Suo giudizio e quello dell'Assessore all'ambiente in merito alla questione richiamata;
  • se siano stati eseguiti gli opportuni controlli e se sia stata comminata una sanzione nel caso in cui fosse stata appurato un illecito;
  • se abbia messo in atto misure volte ad impedire che a cadenze ricorrenti, i cittadini di Blessano si trovino a lamentare l'insopportabile tanfo prodotto, a quanto riferito, dallo spargimento di pollina e carcasse di animali;
  • se, a suo avviso, il citato articolo del Regolamento di polizia rurale sia applicabile alla fattispecie e se debba impegnare l'Amministrazione nel ridurre in ogni modo "l'incomodo per i cittadini";
  • se pertanto il Comune di Basiliano possa intervenire attivamente per sanzionare certi comportamenti e se, nell'annunciata rivisitazione del Regolamento di polizia rurale, intenda prevedere misure sanzionatorie e di controllo specifiche per le attività in questione.
 
Per il gruppo consiliare Lista Progetto
 
Marco Del Negro

giovedì 20 settembre 2012

Serendipità - di Pier Giorgio Micelli

È detto serendipità il fenomeno dell’ imbattersi in qualcosa che non si stava necessariamente cercando e che pure si rivela illuminante nella comprensione di qualcosa che risulta utile. Può sembrare un errore, talvolta, una coincidenza o un caso: si scopre che non lo è affatto. Può essere un libro fuori posto nella libreria di un amico, un titolo ammiccante sugli scaffali che certe biblioteche riservano allo scambio tra gli utenti; ma anche una frase colta da un film che parli di tutt’altro o le parole di un interlocutore occasionale, cui sul momento non si attribuisca l’importanza che in seguito rivela: in ogni caso si scorge una traccia luminosa che non si può fare a meno di seguire.
La cosa che “non” sto cercando in questo momento mio personale, imprescindibile per forza di cose da quello storico che coinvolge tutti, riguarda la soluzione ad un quesito che mi accompagna da un po’, quello relativo alla contraddizione tra la bellezza di certe grandi idee e la difficoltà, per non dire il fallimento, riscontrabile nell’innesto delle stesse sul piano sociale. Ogni rivoluzione è portatrice di rinnovamento, di un baluginio che fa intravvedere la possibilità di un miglioramento della condizione umana, con un beneficio universale. Ogni generazione ha un suo sogno abbagliante. Ma, con il tempo, la prospettiva si restringe, il beneficio è circoscritto a favore di qualcuno e il prezzo da pagare addebitato a qualcun altro. Dopo il calore dell’entusiasmo, la freddezza della delusione. Dopo le primavere dai colori più svariati, l’implacabilità dell’autunno. Così almeno sembra.
Premesso che le ideologie, per fortuna, non forniscono più alcuna risposta soddisfacente, per chi non sia beneficiato del dono della fede in verità rivelate, non resta che affidarsi in tutta serendipità ai segnali che vengono incontro nei modi sopra descritti. Lo stesso concetto di coscienza individuale, cui appellarsi per ricomporre la frattura tra ideale e reale, risulta inefficace, alla fin dei conti, riguardando nient’altro che un insieme di regole non scritte e comportamenti adottati per sentirsi accettati nella società e nel tempo cui si appartiene. Sgomberato il campo dalle interpretazioni a priori, la forma del frattale può risultare dapprima decisamente vaga, ma qualcosa si può intravvedere, socchiudendo appena gli occhi come davanti a certe opere d’arte contemporanea, per liberare la percezione dagli schemi dettati dalla consuetudine. Fino a comprendere che non c’è nulla di sbagliato nella realtà: quel che appare come contraddizione corrisponde ad un ordine non ancora integrato o compreso. E i luoghi dove la ricomposizione del disegno avviene non possono più essere le barricate in piazza (“le fai per colpa della borghesia, che crea falsi miti di progresso” cantava F. Battiato già 30 anni fa); non sono più praticabili le rivoluzioni dei pugni chiusi, né quelle dalle mani tese, perché la logica del muro contro muro genera altro conflitto. L’unico cambiamento, l’unica rivoluzione senza vincitori, né vinti, avviene dentro se stessi: li è insediato l’unico tiranno che valga la pena di spodestare. Con sconsiderato amore.

mercoledì 29 agosto 2012

Risultati dell'indagine tra i cittadini di Orgnano

A seguito della riunione tenutasi presso l'agriturismo "Al Marangon" il 24.05.12, sulla base degli impegni presi con la popolazione di Orgnano, il gruppo Lista Progetto ha svolto, nelle settimane successive, un'indagine di opinione utilizzando lo strumento del questionario anonimo consegnato ad ogni nucleo familiare del paese. Il questionario si compone di una prima parte illustrativa delle ragioni dell'iniziativa, in cui vengono richiesti dati anagrafici utili a cogliere la tipologia sociologica del compilatore. La seconda parte entra nel merito delle questioni più delicate che interessano la comunità del borgo, dal progetto di lottizzazione della zona del Cjastelut al passaggio dell'elettrodotto nelle vicinanze delle prime abitazioni del paese, all'irrisolto problema della rumorosità causata dal transito veicolare sugli attraversamenti in sasso al collegato e rilevante problema del traffico in transito attraverso via Podgora e Vittorio Veneto. Delle 4 domande, le prime due utilizzano la forma della scelta multipla tra alcune risposte proposte. Le altre sono in forma "aperta", per dare la possibilità di integrare il testo del questionario con considerazioni libere. In questo modo si è preferito uscire dai limiti della stretta scientificità per fare in modo che quanto ottenuto da questa iniziativa sia funzionale alla futura attività amministrativa del gruppo.
 
I questionari compilati, recuperati il sabato successivo a quello di consegna, sono stati 102. Sebbene alcuni risultassero incompleti in alcune loro risposte, nella stragrande maggioranza dei casi le domande ad opzione multipla sono state compilate con una o più risposte, mentre i quesiti "aperti" riportano considerazioni liberamente espresse dall'intervistato.
 
La prima domanda chiede di esprimersi in merito alla soluzione più gradita per risolvere il problema del traffico, da attraversamento, che interessa l'abitato di Orgnano. Gli intervistati si sono espressi secondo le seguenti percentuali:
  • Il 48,03% ritiene utile limitare, all’incrocio della ferrata, l’accesso in direzione Orgnano ai non residenti, indirizzandoli verso la strada statale Pontebbana;
  • Il 40,20% ritiene che sarebbe opportuno consentire solo ai residenti di Orgnano e Campoformido il transito sulla “Strada Bassa” (attualmente utilizzata come pericolosa scorciatoia da chi proviene dalla “Ferrata” o la vuole raggiungere);
  • Il 28,43% applicherebbe dossi ampi di nuova concezione (tipo platee rialzate o cuscini berlinesi, non i classici rallentatori gialli e neri) da collocare prima della piazza nelle principali vie di accesso;
  • Il 25,49% vorrebbe limitare l’accesso alla piazza alle auto in transito provenienti dalla Ferrata, indirizzandole sulla direttrice principale (via Vittorio Veneto);
  • Il 12,74% installerebbe semafori sensibili alla velocità sulle vie di accesso al paese;
  • Solo il 2% ritiene che la viabilità non rappresenti un problema per il paese;
  • Un cospicuo 27% ha voluto specificare una soluzione non ricompresa tra quelle proposte. Tra le considerazioni più interessanti vi è quella di chi vorrebbe ripristinare doppi sensi (via Dei Caduti e/o via Del Fante), rendere percorribile via dei Celti, delimitare i marciapiedi a raso con paletti, studiare una viabilità alternativa al passaggio attraverso il borgo.
N.B.: la somma delle percentuali è superiore al 100% perché gli intervistati potevano optare per più di una risposta.
 
Nella seconda domanda si chiede di esprimersi in merito all'allargamento di via Barbecjan, con relativo abbattimento della vegetazione esistente, in considerazione del previsto intervento edilizio nella zona del Cjastelut. Le percentuali emerse sono le seguenti:
  • Il 62,74% degli intervistati consiglierebbe ripristinare il senso unico verso Orgnano, mantenendo il doppio senso solo fra via Vittorio Veneto e l’azienda alle “Tre Rose”, lasciando inalterata la larghezza della strada;
  • Il 22,54% manterrebbe il doppio senso, apportando solo minimi aggiustamenti della carreggiata e posizionando, se necessario, rallentatori di nuova generazione;
  • Solo un 9,8% consentirebbe l’allargamento della carreggiata con abbattimento della vegetazione, perché ritiene che questo non costituisca un problema;
Nella terza domanda si chiede di esprimersi apertamente in merito alla costruzione dell'elettrodotto Redipuglia-Udine Ovest. Dalle lettura delle risposta fornite, si può affermare che la maggioranza degli intervistati è contraria alla realizzazione dell'opera, per come progettata. Vi sono certamente alcune voci favorevoli (circa l'8%), tuttavia i più sono contrari all'opera in senso assoluto o preferirebbero l'interramento. Inoltre, una percentuale vicina al 25% si dichiara poco informata, sia sul percorso, sia sui possibili effetti negativi sulla salute.
 
L'ultima domanda lascia libertà agli intervistati di esprimere alcune considerazioni su aspetti relativi alla vita della frazione, cui l'Amministrazione dovrebbe/avrebbe dovuto senza dubbio prestare attenzione. Di seguito si richiamano le risposte più significative:
  • Molti cittadini hanno espresso la loro contrarietà alla realizzazione del progetto residenziale sul Cjastelut. In 17 hanno espressamente affermato di essere contrari alla lottizzazione, altri hanno semplicemente auspicato un intervento volto a favorire il recupero del centro storico;
  • Un numero consistente evidenzia la necessità di un più incisivo controllo della polizia municipale sul rispetto dei limiti di velocità;
  • Alcuni cittadini hanno rimarcato la problematica della rumorosità legata agli attraversamenti pedonali in sasso.
  • 7 intervistati hanno lamentato il parcheggio indiscriminato sul suolo della piazza, mentre altri hanno sottolineato lo scarso utilizzo dei parcheggi pubblici, realizzati al servizio del borgo.
I dati ottenuti dall'indagine verranno illustrati in modo più dettagliato in un prossimo incontro pubblico con la cittadinanza di Orgnano. Gli elementi emersi da questa iniziativa portano con se alcune considerazioni:
  • Il notevole successo dell'iniziativa evidenza quanto sia sentito il bisogno, negli abitanti di Orgnano, di poter esprimere il proprio punto di vista, spesso nelle forme dell'aperto dissenso rispetto a scelte amministrative presenti e passate. 
  • La problematica del traffico è certamente quella che permea maggiormente i questionari compilati. Essa si declina in diversi aspetti che ad Orgnano, negli anni, sono andati sommandosi, anche a causa dell'incapacità degli amministratori locali, di dar loro una risposta. Si possono rilevare le problematiche di quanti vorrebbero un paese a misura di bambino e si trovano nell'impossibilità di recarsi in piazza senza correre il rischio di essere investiti da auto ed autocarri in perenne transito per le vie principali del paese; alcuni lamentano il disagio dato dalla rumorosità degli attraversamenti pedonali, mentre altri quello del parcheggio indiscriminato di fronte ai locali pubblici e sulle vie del borgo ove dovrebbe essere consentito e tutelato il transito di pedoni e biciclette. 
  • Molti aspetti si intersecano e si complicano a vicenda. Al punto che dando risposta ad uno si comprometterebbe la risoluzione dell'altro. Vi è dunque una considerazione obbligata per attenuare il disagio di molti: una drastica riduzione del traffico che transita attraverso l'abitato per raggiungere altre destinazioni. Una soluzione di questo tipo è stata proposta e promessa diverse volte ma mai attuata. Molti intervistati sono giunti ad auspicare l'interdizione del traffico, in ingresso ad Orgnano, per quanti escano dalla Ferrata. L'accesso al paese, da Sclaunicco, sarebbe quindi consentito ai soli residenti ed agli avventori dei locali pubblici. La speranza che con la realizzazione delle rotatorie sulla Pontebbana, il traffico in transito diminuisca, non basta a garantire la risoluzione del problema. Al pari dell'utilizzo delle diverse tipologie di resine per attutire l'impatto rumoroso della gomma sul sasso. La verità, emersa dai colloqui avuti con molti orgnanesi, è che in sede di progetto del borgo rurale sono stato compiuti diversi errori e che, ben più grave, molte promesse, fatte ai cittadini dalla precedente giunta comunale, non sono state mantenute. Allo stato attuale, il borgo deve essere valorizzato come fattore esso stesso aggregante ed attrattivo di turismo. 
  • La realizzazione della lottizzazione al Cjastelut trova una buona parte degli abitanti di Orgnano, contraria. Nonostante il sindaco Micelli osservasse pubblicamente che l'intervento è giustificato dal fatto che la quasi totalità degli abitanti della sua frazione approvavano l'intervento edilizio, perché portatore di ricchezza e di crescita per il paese, molte delle risposte fornite, e dei colloqui avuti in questi mesi, dimostrano il contrario. La popolazione di Orgnano si divide tra quanti sono apertamente favorevoli alla lottizzazione (pochi - solo un intervistato ha pubblicamente espresso il suo favore all'iniziativa), quanti condividono il progetto perché convinti che questo porti un qualche benessere al paese, quanti ignorano completamente i propositi del sig. Cattarossi (forse non dopo aver letto il libricino della sagra di S. Bartolomeo), e quanti infine, per diverse ragioni, sono contrari all'intervento. Tra questi vi sono coloro i quali hanno manifestamente espresso la volontà di lasciare intatta via Barbecjan per preservare un angolo di verde tra i più belli del Comune. Altri hanno dichiarato la loro perplessità nei confronti di un'opera tanto imponente e così fortemente voluta dal Sindaco. Altri ancora ritengono che una nuova residenzialità non porti altro che nuovo traffico e nuovi disagi.  
Ai fini dell'attività amministrativa di Lista Progetto, questa iniziativa ha rappresentato la conferma che in Comune di Basiliano il bisogno di cambiare classe di "governo" si fa ogni giorno più impellente. Orgnano è lo specchio di una cattiva gestione amministrativa che negli anni ha lasciato che si sommassero elementi negativi gli uni sugli altri. Ora siamo giunti ad un livello limite. Il borgo rurale, frutto di cospicui investimenti pubblici, rischia di diventare un elemento propagandistico per le mire imprenditoriali di pochi; una specie di cartolina da esporre per coprire i mille problemi che, in realtà, non sono più censurabili. L'aspetto più grave è che, invece di risolvere i problemi, si cerca di convincere la gente che questi non vi siano, che siano quasi irrilevanti o in procinto di essere risolti. La verità è che nella zona del Cjastelut si farà quello che la volontà di pochi ci proporrà. L'elettrodotto sorgerà a fianco delle abitazioni, senza che nessuno sappia dimostrarci l'indispensabilità del suo realizzo e forse, un domani, riparleremo di Tangenziale sud. Di certo oggi le problematiche del Borgo rurale stanno emergendo in maniera più rilevante della possibile attrattività turistica dello stesso.
 
Lista Progetto in questi mesi, ha appreso molto di Orgnano e della sua gente. Nei prossimi mesi si impegnerà a mettere in campo quelle iniziative che ritiene utili per informare la popolazione, sollecitare il Sindaco e proporre un'alternativa concreta per il futuro. Con quanti ci vorranno stare.
 
 

venerdì 10 agosto 2012

Indagine di opinione tra i cittadini di Orgnano

E' stata ultimata la fase di analisi dei dati, raccolti mediante questionario anonimo, relativi all'opinione dei cittadini di Orgnano sulle diverse problematiche che interessano il borgo.
A breve, potremo pubblicare sul nostro blog e rendere disponibile in forma cartacea, un documento che sintetizza i risultati raggiunti e riporta le percentuali di riferimento.
Nel mese di settembre verrà organizzata una serata in cui, partendo dall'esposizione di quanto emerso dall'indagine, avanzeremo alcune proposte da sottoporre all'attenzione del Consiglio comunale.